#èsemprel’8marzo

una mattinata di riflessione e impegno all'I.I.S "Pietro Domina"

Personale scolastico

Docente

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Una giornata intensa, ricca di spunti di riflessioni e carica di significato quella vissuta oggi dagli studenti del ITEE e del LES.
In un’aula gremita, si è svolto un importante evento dedicato all’empowerment femminile, alla parità di genere e al contrasto della violenza sulle donne, magistralmente guidato dal conduttore e presentatore Giovanni Dinolfo.
Attraverso un format dinamico che ha unito interventi istituzionali, testimonianze, momenti musicali e sondaggi in tempo reale, la scuola è diventata il fulcro di un dibattito quanto mai attuale.
La mattinata ha preso il via ufficialmente con il saluto caloroso del presentatore e subito dopo l’atmosfera si è fatta emozionante grazie alla voce di Stefania Valenza, che ha interpretato con grande intensità il celebre brano “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, introducendo perfettamente i temi centrali dell’incontro.
Senza perdere un attimo, gli studenti sono stati chiamati a interagire direttamente con l’evento attraverso un quiz interattivo ideato dal conduttore.
È in questo clima di partecipazione che è salita sul palco la Dirigente Scolastica dell’I.I.S. “Pietro Domina“, la Dott.ssa Tiziana Dino.
Nel ringraziare tutti i partecipanti, la Preside ha commentato uno dei primi dati emersi dal quiz: la preoccupante situazione delle studentesse STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) in Italia dove, secondo i dati ISTAT, solo il 18% dei laureati in queste discipline è donna.
Il quiz è proseguito toccando corde vicine ai giovani.
Alla domanda su chi influenzi maggiormente la scelta universitaria, la preferenza ha visto trionfare la voce “famiglia”, che ha letteralmente sbaragliato le altre opzioni con 19 punti. Subito dopo, un quesito cruciale: “L’educazione affettiva dovrebbe diventare una materia scolastica?”.
Gli studenti si sono espressi chiaramente, decretando la vittoria del “SÌ”.
Il dibattito si è poi allargato al legame con il territorio quando è stato chiamato a parlare il Sindaco di Petralia Sottana, Pietro Polito. Il primo cittadino ha parlato approfonditamente di disuguaglianze e dell’impegno delle istituzioni per colmarle.
Ricordando la storica tradizione delle maestre di Petralia Sottana e il percorso di emancipazione femminile nel comune, il Sindaco ha citato una realtà virtuosa del territorio: la nascita di due cooperative, una di queste e la cooperativa “Niche”, formata interamente da ragazze che si occupano della gestione dei musei e della tutela culturale del comune.
La riflessione è andata avanti mettendo in luce, dato dopo dato, il profondo divario economico e sociale che ancora separa uomini e donne nel mondo del lavoro. Interrogati su che cosa debba fare un Comune per l’empowerment femminile, gli studenti hanno espresso una priorità chiara, facendo vincere con 18 punti la scelta di potenziare i “centri antiviolenza”.
Da quel momento, il quiz ha snocciolato una serie di dati statistici che hanno lasciato la platea in un silenzio riflessivo. Abbiamo scoperto che ben 1/5 delle donne in Italia lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio, e che la “disparità salariale” è considerata in assoluto il principale ostacolo per le donne nel mondo del lavoro. I dati ISTAT lo confermano: la percentuale generale di donne che lavorano in Italia è ferma al 52%. Ancora peggio se si guarda all’Europa, dove a parità di condizioni, se un uomo prende 100€, una donna ne prende solo 87€.
E se pensiamo alle posizioni di comando, su 100 imprese in Italia solo 22 sono guidate da donne. Il dato più dirompente è arrivato dal World Economic Forum: di questo passo, avremo la parità di genere reale solo tra 131 anni.
A dare carne e sangue a questi numeri è stata la testimonianza della Dott.ssa Pina la Giusa, rappresentante dell’associazione GAL Madonie, che si occupa di promuovere le società agricole. La dottoressa ha condiviso una toccante esperienza personale.
Subito dopo è stato chiamato il pedagogista Maurizio lo Galbo, che ha smontato gli stereotipi legati alla “festa della donna” dell’8 marzo, concentrandosi sulla prevenzione e sui segnali d’allarme che caratterizzano una relazione tossica.
I dati successivi del sondaggio hanno confermato quanto i ruoli di cura siano ancora sbilanciati nel nostro Paese: si è notato come, su 100 giorni totali di congedo parentale facoltativo richiesti in Italia dai papà, vengano sfruttati solo 21 giorni. Inoltre, nel 70% delle famiglie italiane le decisioni finanziarie a lungo termine sono gestite esclusivamente dagli uomini.
Un blocco culturale che purtroppo condiziona le ragazze fin da giovanissime: la percentuale di quindicenni che sogna di fare l’ingegnere è appena del 5%.
L’atmosfera si è fatta ancora più profonda con l’intervento dell’avvocata Cinzia Memi, che si occupa di violenza di genere e sulle donne a Termini Imerese.
L’avvocata ha spiegato come la violenza di genere sia purtroppo ancora radicata nella nostra cultura e ne ha delineato le varie forme: da quella psicologica e verbale, a quella fisica, fino all’estrema conseguenza del femminicidio. Ha poi elencato alcune leggi che regolano le pene date a chi commette questi reati, come ad esempio la “legge rossa” (Codice Rosso). I dati legati a questo tema restano una ferita aperta: le donne che NON denunciano le violenze subite per paura, vergogna o mancanza di soldi sono l’87%, e la statistica dice chiaramente che il luogo in cui una donna rischia maggiormente di subire violenza è proprio dentro le mura domestiche.
Dopo un momento così denso, Stefania Valenza ci ha deliziato di nuovo della sua splendida voce, spezzando la tensione e regalandoci l’ascolto di “Meraviglioso amore mio” di Arisa.
La parola è passata poi alla Prof.ssa Li Puma, che ha presentato il corso scolastico “MAI+”.
La docente ha spiegato come il corso abbia affrontato gli stereotipi partendo dalle fiabe lette in classe, mostrando come nelle storie le donne siano state spesso descritte come personaggi di carattere disobbedienti e pericolose.
Un’immagine che parte da lontano: Agamennone nel mito greco la definiva come un “ambiguo malanno”, e l’idea che la donna intelligente sia una donna pericolosa attraversa i secoli dal mito fino alla Bibbia (più precisamente nella Genesi), trasformando le donne ribelli in mostri o streghe per il solo fatto di avere il possesso della parola.
A testimonianza del lavoro svolto all’interno delle nostre aule, è stato poi proiettato una videointervista dove sono intervenuti gli alunni del plesso ITEE.
Subito dopo, la Prof.ssa Li Puma ha ripreso la parola per leggere una bellissima storia alternativa all’Odissea scritta da Augusto Monterroso, intitolata “La tela di Penelope”.
Gli ultimi dati del quiz hanno confermato quanto la strada sia ancora lunga anche nella cultura di massa: nei libri di storia delle scuole superiori le figure femminili citate o studiate rispetto agli uomini storici sono appena il 5%, e nei film o serie TV di maggior successo, la percentuale di personaggi femminili “parlanti” si ferma al 33%.
Verso la fine della mattinata è stato chiamato sul palco il Capo di Polizia Giuseppe Puleo, che ha voluto dare dei consigli preziosi a noi ragazze e ragazzi. Portando la sua esperienza sul campo nella Polizia di Stato, ha esortato le ragazze a studiare per emanciparsi e a non avere mai paura di fare un passo avanti nella società, mettendo anche in guardia tutti sui possibili pericoli dello stare con ragazzi gelosi e possessivi.
Al termine di questo lungo percorso, il conduttore Dinolfo e la Prof.ssa Li Puma hanno preso la parola per ringraziare calorosamente tutti gli alunni per aver partecipato attivamente a questo evento e tutte le persone e gli ospiti che sono intervenuti.

I ringraziamenti finali vanno alla Dirigente Scolastica Dott.ssa Tiziana Dino per aver creduto nel progetto e accompagnato questo percorso, un grazie anche al Comune di Petralia Sottana per la collaborazione e a tutti i relatori intervenuti: il Sindaco di Petralia Sottana Dott. Pietro Polito, la Dott.ssa Pina La Giusa Vicepresidente GAL Madonie, Dott. Maurizio Lo Galbo Pedagogista, l’avvocato penalista Dott.ssa Cinzia Minì, la prof.ssa Daniela Li Puma e il Dott. Giuseppe Puleo Dirigente Nazionale SIAP – Polizia di Stato.